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Nuovo contributo doganale per spedizioni di modico valore: cosa cambia dal 2026
January 12, 2026
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Con la Legge di Bilancio 2026 è stato introdotto un contributo di 2 euro per ogni spedizione di modico valore (cioè con valore dichiarato non superiore a 150 euro) proveniente da Paesi extra-UE. L’obiettivo è coprire le spese amministrative legate agli adempimenti doganali ed altri oneri relativi a questo tipo di operazioni.

Il contributo si applica a tutte le spedizioni destinate a consumatori finali, operatori commerciali e anche tra privati, purché vincolate al regime dell’immissione in libera pratica. Il soggetto obbligato è il dichiarante doganale (e, in caso di rappresentanza indiretta, anche il rappresentato).

Le circolari ADM n. 37/2025 e n. 1/2026 chiariscono, tra l’altro, la definizione di “spedizione” (“Merci spedite simultaneamente dallo stesso speditore allo stesso destinatario e oggetto di un unico contratto di trasporto”), i criteri di determinazione del valore e le modalità dichiarative, di contabilizzazione e pagamento del suddetto contributo. In particolare:

  • per le dichiarazioni ordinarie (H1): il contributo sarà liquidato direttamente in dichiarazione doganale con il codice tributo 159;
  • per le dichiarazioni semplificate (H7): è previsto un pagamento periodico su base quindicinale tramite bolletta A22, poiché non è possibile la liquidazione immediata;

Al fine di consentire agli operatori di adeguare i sistemi informativi, è stato previsto un regime transitorio dal 1° gennaio al 28 febbraio 2026. In questa fase, il contributo sarà contabilizzato e pagato in modo periodico per tutte le spedizioni interessate (sia H1 che H7), con presentazione di una dichiarazione entro il 15 marzo 2026. A partire dal 1° marzo 2026:

  • Per le dichiarazioni H1 il contributo dovrà essere liquidato in dichiarazione doganale.
  • Per le dichiarazioni H7 continuerà la modalità periodica prevista.

Durante il periodo transitorio, la mancata indicazione del codice tributo 159 nelle dichiarazioni H1 non comporterà sospensione dello svincolo né sanzioni.

Le proporzioni oggi raggiunte dal fenomeno dell’e-commerce rendono imprescindibile un intervento sulla normativa doganale relativa alle spedizioni di modico valore: ed è quanto ad esempio ha fatto l’amministrazione statunitense, lo scorso agosto, attraverso la sostanziale abolizione della clausola di esenzione de minimis (che permetteva di importare merci fino a 800 dollari senza pagare dazi doganali). L’Unione Europea, d’altro canto, ha già previsto la cancellazione della franchigia dal dazio per spedizioni di valore non superiore a 150 euro nell’ambito del progetto di riforma dell’attuale Codice Doganale (con l’applicazione di un dazio fisso temporaneo di 3 euro a partire dal 1° luglio 2026, come precisato lo scorso dicembre dal Consiglio UE Ecofin).

In un certo senso il contributo previsto dalla Legge di Bilancio 2026 sembrerebbe anticipare l’applicazione di questa futura misura, ma è proprio a tal proposito che emergono dubbi di compatibilità e di opportunità. Ad esempio: quale è l’effettiva natura di questo tributo, formalmente destinato alla copertura delle ingenti spese di gestione “logistica” dell’e-commerce? I maggiori costi destinati a ricadere sulla filiera possono creare una distorsione dei traffici in favore di altri Stati Membri che, al momento, non prevedono addebiti analoghi? In che modo il contributo si rapporterà con le misure UE, una volta attuata la prevista riforma del Codice Doganale? In particolare, verrà sostituito o si affiancherà al nuovo dazio? E con quali effetti sui consumatori finali (tenendo conto che, ad esempio, un prodotto venduto a 10 euro subirebbe un incremento di costo del 30 se non addirittura del 50%)?

Nonostante l’art. 1 comma 128 della Legge di Bilancio 2026 rassicuri sul fatto che “Il contributo di cui al comma 126 si applica in coerenza con le disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell’Unione”, l’impressione è che i dibattiti sul tema non si faranno attendere. 

 

Giulia Cicheri